merda e incenso
distinti ma prossimi
all’olfatto
fiori e monnezza
marci, mangiati dalle vacche
escreti dai cani
reingurgitati dalle vacche

la testa scoppia di rumore

i clacson perdono la voce
logorati dall’uso
si cammina attenti
tra traiettorie impossibili di risció e carne
si attravera noncuranti ormai
la strada è un incessante distesa di lamiere
fatalistiche e polverose

occhi che ti guardano stupiti
pronti a vendere e vendersi
le scimmie sembrano spassasserla nella fitta giungla di cavi
mordono elettricità
si evolveranno succhiando la vita
dal rame ad alta tensione
occhi che ti guardano tristi
pronti a chiedere e chiedersi
se è poi vero che il destino sia immutabile

quindi si aprono vedute
marmi lucidi
portenti di argilla
montagne scavate
buddha seduti da secoli
trovati per caso in cacce coloniali
canti si mischiano
il rito hindu si confonde alla preghiera della sera
del muezzin sull’alta torre

Togli le scarpe
il tuo calzare impuro
non calpesti la casa degli dei
sacerdoti improvvisati
offrono benedizioni
in cambio di greve denaro
ma per i poveri
che il tuo dio i soldi non li stampa a piacimento

Il lago sacro
il luogo sacro
la terra sacra
il corpo empio
fiumi di chai caldo
speziato per curare le ferite
per lenire la pena del vivere

Bambini bellissimi ai bordi della strada
giocano a mendicare
10 rupie e quel sorriso
una mattina di Luglio
la corsa soddisfatta
verso un altro disperato giorno
innocenti per poco ancora

Ellora
Ellora (Salvatore Minissale)

Shit and incense
distinct but close
to the nose
flowers and trash
rotten, eaten up by cows
excreted by dogs
swallowed again by cows

The head is exploding with noise

horns loose their voices
worn out by use
we walk careful
among impossible trajectories of rickshaws and flesh
we cross careless already
the road is a endless stretch of metal
dusty and fatalistic

staring eyes with amazement
ready to sell
monkeys seem to have fun on the dense jungle of cables
biting electricity
they’ll evolve sucking life
from copper at high voltage
staring eyes with sadness
ready to ask
whether it is after all true that fate is immutable

Then views open up
lucid marbles
clay marvels
excavated mountains
Buddhas sitting for centuries
found by chance during colonial hunts
songs blend
hindu rites mix with the evening prayer
of the muezzin on the high tower

Remove your shoes
will not step on the house of gods
your impure sole
improvised priests
offer blessings
in exchange of vulgar money
but only for poor people
your god does not print bills at will

the holy lake
the holy place
the holy earth
the ungodly body
rivers of hot chai
spiced to cure wounds
to soothe the pain of living

Gorgeous kids at the street curbs
playing the beggars
10 rupees and that smile
a morning in July
the satisfied run
towards a new desperate day
innocent for yet a little while

Salvatore Minissale