Il brevetto è il titolo che consente a chi ha realizzato un’invenzione di poterla produrre e commercializzare in esclusiva nello stato in cui il brevetto è stato richiesto. In altre parole è un modo di proteggere il frutto della creatività di un individuo. Ma l’acqua, la terra, il fuoco, l’aria, la natura e i suoi frutti, tutto ciò no, non dovrebbe potersi brevettare. Non dovrebbe potersi brevettare ciò che è nato dalla creatività della natura, ciò che vede l’individuo come uno spettatore ed utilizzatore. Eppure la biopirateria sembra una pratica diffusa, soprattutto da parte di “occidentali” che sempre più spesso cercano la pianta sconosciuta e prodigiosa in Africa.$€ Pianta che magari è, non solo fonte di sostentamento per tribù locali, ma anche parte integrante della loro cultura. È il caso ad esempio del Teff. Fino a qualche giorno fa non conoscevo molto dell’Etiopia. So più o meno dove si trova, so che ci sono tanti maratoneti, so che c’é un luogo che si chiama Amba Aradam, so cosa pensa Harry (di Sally) della dieta etiopica

Ce ne stavamo seduti a chiacchierare in un ristorante etiope scelto da lei. E io facevo qualche battuta tipo: “Ehi! Non sapevo che si mangiasse in Etiopia, sarà una cosa rapida: ordino due piatti vuoti e via!”*

conosco un ragazzo etiope con il quale ho lavorato per qualche mese e conosco poc’altro. Ma da qualche giorno ne so qualcosa in più, so che gli etiopi si nutrono spesso e volentieri di Teff, un cereale gluten free, ovvero un cereale alla moda.
Saucy Ladies column on what to do with teff, the world's smallest grain
E due olandesotti, prendendo in controtempo tutti gli altri neo-colonialisti, hanno ben pensato di brevettarlo sto Teff. Ecco il riassunto (l’abstract) del brevetto:

L’invenzione riguarda farina di Eragrostis tef e prodotti contenenti questa farina. L’invenzione fornisce farina di un grano appartenente al genere Eragrostis, preferibilmente Eragrostis tef, caratterizzato dal fatto che il numero di caduta del grano al momento della macinazione è almeno 250, preferibilmente almeno 300, più preferibilmente almeno 340, più preferibilmente a almeno 380. L’invenzione fornisce inoltre un prodotto alimentare o un prodotto alimentare di lusso comprendente una farina secondo l’invenzione.$

Se ieri mi avessero detto che i fichi d’India, coltivati intensivamente nelle campagne del mio paese natale, non possono essere venduti in un altro Stato a causa di un brevetto avrei sicuramente riso, pensando ad uno scherzo. Purtroppo Ermias Yemanebirhan, il direttore generale dell’Ufficio etiope delle proprietà intellettuale, non è naif quanto me e ha subito capito che tale brevetto rappresenta un serissimo problema per l’Etiopia “Il teff non è coltura ordinaria per gli etiopi, è un segno d’identità antico quanto il paese stesso”, afferma Yemanebirhan.**

Insomma, gli etiopi potranno continuare a mangiare il teff, ma che lo facciano a casa loro. “Il mercato europeo è chiuso a causa di tale brevetto”, come spiega Beka Melkamu, specialista etiope in diritto economico internazionale. “Il brevetto è talmente vasto che rende la vendita del teff impossibile sotto quasi tutte le sue forme”.

Dopo avere sfruttato i loro corpi, rubato il loro oro e i loro diamanti, adesso rubiamo anche il loro cibo. Il colonialismo è ancora lì, ma sotto un’altra forma.
Giovanni Falcone diceva “Gli uomini passano,  le idee restano“, e forse il problema è proprio questo, le idee tanto quelle buone quanto quelle cattive sono dure a morire, e la storia sarà sempre uno spunto per imparare a sfruttare il prossimo e gettarlo in mare quando non avrà più nulla da darci.

$€ https://www.theguardian.com/science/2006/aug/27/plants.theobserversuknewspages
* Tratto da Harry ti presento Sally, film del 1989 diretto da Rob Reiner.
$ Teff Patent 
** https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/07/13/en-ethiopie-la-guerre-du-teff-aura-bien-lieu_5331059_3212.html