Dopo i neri, in lingua riga, passarono in ordine sparso le carovane rom e sinti, e poi i deviati, i senzatetto, gli invertiti, le puttane, e tutti quelli che guardano strano, che portano i capelli lunghi, quelli che non hanno lavoro e non vanno in giro puliti e come si deve. Cambiarono Ministro poco prima che iniziasse il censimento di mafiosi, politici corrotti e faccendieri. Un vero peccato.


Čvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kašta
vašu ti baro nebo
avi ker.

kon ovla so mutavla
kon ovla
ovla kon aščovi
me ğava palan ladi
me ğava
palan bura ot croiuti.

 

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l’aria azzurra
diventi casa.
Chi sarà a raccontare
chi sarà
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.

 


Versi in lingua romanes che chiudono la canzone Khorakhanè, di Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati.

Foto: Jan Yoors