Quando quella vecchia bionda mi parlò della Verità, i miei occhi presuntuosi cominciarono a ridere. Lei la vedeva, lì, granitica e trascendente. Ma in fondo sapevo che la sua verità era solo una difesa contro il dolore in cui viveva. Un dolore né fisico né mentale, un dolore immaginato e creato per avere uno stimolo che la tirasse giù dal letto d’inverno come d’estate. Ma la verità non era per lei un sogno o una Thule, la vedeva, lì, granitica e trascendente. Mi convinse. Quel giorno cominciai a cercala. Mettendo un piede davanti l’altro percorsi innumerevoli storie: storie nere, storie silenziose, storie di fughe, storie stanche, storie pronte a finire. Mi ritrovai in un campo minato, in cui scegliere era diventato sciocco. La sua verità granitica divenne così granelli di polvere.
Sono questi granelli che adesso cerco, raccolgo e mi porto in tasca. Un giorno, forse, ne avrò raccolti abbastanza, ritornerò da lei per dirle che avevo ragione, per mostrarle la vera sostanza della sua Verità.