Appena arrivati in spiaggia, il mio occhio si concentrò subito su un particolare inaspettato: avevo sempre visto il sole nascere in mezzo al mare e fui stupito quando vidi che qui nasceva dalla terra, probabilmente lì dove la spiaggia sembrava morire. Volto lo sguardo ad ovest, notai un lembo di spiaggia dove la sabbia era ancora calda. La indicai ad Emma, che corse, con la sua caratteristica andatura a braccia larghe, fra quel carnaio inerme per conquistare l’ultimo buco di spiaggia. Arrivai con qualche secondo di ritardo e stesi quella che io chiamavo tovaglia in direzione del mare. Emma mi guardò stranita e pensai di avere qualche buco nel telo o addirittura nel costume. Mi disse che il sole era dall’altro lato e che quindi dovevo cambiare la posizione del telo, questa era la prima regola per una buona abbronzatura. Le risposi che non avrei girato di novanta gradi la tovaglia, che me ne fregavo dell’abbronzatura e che venivo in spiaggia per il mare, non per il sole. Volevo quindi osservare il mare, non quel caldo oggetto che era solo fonte di seccature e sudore. Mi rispose che non mi aveva mai visto venire nei giorni grigi qui in spiaggia quindi il sole non mi era così inutile come volevo far credere. Le feci notare, forse in maniera un tantino arrogante, che si sbagliava e che tra l’altro la nostra giovane relazione non aveva mai visto giorni grigi in estate. Lei mi rispose… ma la discussione stava prendendo una brutta piega e con la scusa di un reale sudore le dissi che dovevo andare a bagnarmi, nonostante un’acqua che in altri momenti non mi avrebbe lontanamente tentato.fotocrepuscolo.jpg

Da quel giorno un dubbio, ancora insoluto, mi si insinuò nella testa: rendere omaggio al mare o al sole?
Da quel giorno non osai più stendere il mio telo in presenza del sole, restò sempre ben piegato o appallottolato accanto a me.
Da quel giorno decisi di divenire un bagnante del crepuscolo.