“Avevo una battaglia aperta contro il caos, il mio vitale vizio nasceva ad ogni risveglio e moriva solo a tarda notte. Non volevo darmi per vinta ed ogni giorno ricominciavo a combattere; il mio secondo vizio era infatti credere, credere in qualcosa, anche in una certa illusione.
Bisognava credere, credere anche solo per non pensare inutilmente al domani, per costruire e non disfare. Una metà Penelope, così mi chiamavano i miei Proci.”

fantasma
Certa illusione

Tutto ciò mi disse, guardando il mondo coi suoi occhiali vintage. Mal sopportavo le sue sicurezze, e spesso in un moto d’ira rompevo quegl’odiati occhiali. Volevo indurla a guardare il mondo sotto un altro filtro, anzi senza filtri. Ma a nulla serviva la mia ira e la mia arroganza. Il suo tenero gesto, quasi rassegnato, tirava fuori dalla borsa occhiali sempre più vintage. Il suo sguardo spazzava l’ira e il caos intorno a me. Il mio cuore mi diceva che io avevo ancora il diritto di criticare ma non potevo di certo toglierle il diritto di credere, anche nelle certe illusioni.
Probabilmente aveva già vinto in cuor suo qualche battaglia, ed in fin dei conti era questo quello che si attendevano i suoi Proci, era questo quello che doveva importarci.