Le gocce fendono tangenzialmente l’aria e si spargono sull’enorme tela stesa sul pavimento.
Jackson non saprebbe dirti di preciso la quantità di moto associata ad ogni singolo schizzo, non misura la sua forza, è un gesto innato.
Ne tanto meno gli è possibile conoscere la posizione di queste lacrime di olio, pigmento e trementina che si spandono sullo fondo pittorico.
Continua ad accumulare strati di colore e con ogni parte del corpo si fa portavoce della sua essenza.
Ad un tratto qualcosa gli dice che l’opera è finita, ma è un falso allarme…ancora qualche sorso di denso whisky americano, una sigaretta dopo l’altra…no, manca ancora un po di sgocciolamento in quei buchi vuoti in alto a sinistra.
Chi l’avrebbe detto?

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Ma d’altronde lui non sa, non vuole sapere, agisce lasciandosi trasportare dall’influsso della doppia natura della luce.
Non potrebbe nemmeno misurare l’energia vibrante dei suoi colpi e la nevrotica vibrazione dei suoi spasmi muscolari tesi nell’atto creativo.
Si affida ad ataviche energie.
La misura delle cose è un mezzo di conoscenza ma il fine resta non conosciuto.
E’ una pulsione vitale non regolabile che ci consente di andare avanti, aldilà degli errori e delle incertezze se davvero di errori ed incertezze si tratta.

E’ così che mi piace pensare alla vita:
.un coacervo di gocce isteriche che tessono trame di armonia.
.un coacervo di elettroni impazziti che sfondano il muro della nostra limitatezza.

Pollock’s uncertainty principle

The drops tangentially cleave the air,  spreading out on the huge canvas stretched on the floor.
Jackson could not tell you exactly the momentum associated with each squirt, does not measure his strength, it is an innate gesture.
Neither he can show the positions of these tears of oil, pigment and turpentine that is shed on the pictorial background.
Continuing to accumulate layers of color and every part of the body is the mouthpiece of his essence.
Suddenly something tells him that the work is over, but it’s a false alarm … even a few sips of dense American whiskey, a cigarette after the other … no, there is still a little dripping missing in those empty holes on the top left.
Who would have thought?

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But then he does not know, does not want to know, he acts drifting from the influence of the dual nature of light.
He could not even measure the vibrant energy of his shots and neurotic vibration of his muscle spasms tended to creation.
He relies to ancestral energies.
The measure of things is a means of knowledge but the end is still not known.
It is a non-adjustable vital impulse that allows us to move forward, beyond the errors and uncertainties if indeed it comes to errors and uncertainties.

This is how I like to think of life:
.a jumble of hysterical drops plotting harmony weaving.
.a jumble of crazy electrons that break through the wall of our limitations.