odio il rumore delle tastiere in ufficio

le nuvole perdono velocemente quota
sopra queste montagne di metallo,
gli scarti del nostro nulla quotidiano

sulle navi qui di fronte
potrei imbarcarmi e sbucare dall’altro lato del mondo
come facevano i nostri bisnonni

stati artificiali poltrone ergonomiche
dov’è il verde senza il quale non respireremmo?

rallentare, osservare
la poesia non ci salverà da noi stessi,
i nostri bisogni indotti da culi su mura giornaliere

ice

I loathe the noise of keyboards in the office

clouds lose altitude
on top of bunches of metals,
the scrap of our daily nothingness

on those ships
I could board and get to the other side of the planet
like our great-grandfathers did

artificial states ergonomic seats
where is the green we wouldn’t be able to breath without?

slow down, observe
poetry won’t save us from ourselves
our needs induced by asses on everyday walls

Salvatore Minissale