Simon Armitage is the University of Sheffield’s Professor of Poetry. He is one of the UK’s best known and most highly acclaimed poets. He has won multiple national and international awards for his poetry, prose, song-writing and documentary work and was awarded a CBE in 2010. Simon teaches on the MA in Creative Writing in the School of English and runs the Lyric festival with Joanna Gavins. He wrote ‘In Praise of Air’ specially for the catalytic poem project, inspired by his collaboration with scientists at the University.

Simon Armitage è  professore di poesia all’Università di Sheffield. È uno dei poeti più noti e di maggior successo del Regno Unito. Ha vinto diversi premi nazionali e internazionali per la sua poesia, la prosa, song-writing e documentario di lavoro ed è stato premiato con un CBE nel 2010. Ha scritto ‘Lode all’Aria appositamente per il progetto catalytic poem, ispirato dalla sua collaborazione con gli scienziati dell’università.


I write in praise of air. I was six or five
when a conjurer opened my knotted fist
and I held in my palm the whole of the sky.
I’ve carried it with me ever since.

Let air be a major god, its being
and touch, its breast-milk always tilted
to the lips. Both dragonfly and Boeing
dangle in its see-through nothingness…

Among the jumbled bric-a-brac I keep
a padlocked treasure-chest of empty space,
and on days when thoughts are fuddled with smog
or civilization crosses the street

with a white handkerchief over its mouth
and cars blow kisses to our lips from theirs
I turn the key, throw back the lid, breathe deep.
My first word, everyone’s first word, was air.

Simon Armitage

 

Scrivo in lode all’aria. Avevo sei o cinque anni
quando un prestigiatore aprì il mio pugno chiuso
e ho tenuto nel mio palmo tutto il cielo.
L’ho portato con me da allora.

Sia l’aria un dio maggiore, il suo essere
e il suo tatto, il suo latte materno sempre indirizzato
alle labbra. Sia la libellula che il Boeing
penzolano nel suo trasparente nulla…

Tra il confuso bric-a-brac tengo
un lucchetto nello scrigno dello spazio vuoto,
e nei giorni in cui i pensieri sono brilli con lo smog
o la civiltà attraversa la strada

con un fazzoletto bianco sulla sua bocca
e le auto soffiano baci dalle loro labbre
Giro la chiave, getto indietro il coperchio, respiro profondamente.
La mia prima parola, la prima parola di tutti, era l’aria.

Traduzione di Marco M.