Immaginate l’Iliade come un film (non come Troy peròPoppy !, la brutta impostura di Petersen). Il poema è performance, la morte è scena. Gli eroi cadono uno dopo l’altro e l’uditorio deve vedere la polvere che si leva quando il corpo trafitto colpisce la nera terra di Troia. Ma l’Iliade non è un colossal. Omero è quel tipo di regista che proprio prima dell’ultimo istante sostituisce al sangue cruento il fotogramma di un papavero che piega il capo sotto la pioggia.

Imagine the Iliad like a movie (Not Troy indeed, that bad imposture by Petersen). Poem is performance, death is part of the set. Heroes fall one after one and the audience needs to perceive the dust when the wounded body tumbles down to the black earth of Troy. Yet the Iliad is not a colossal. Homer is that kind of director that the moment before the end replaces the gory blood with the frame of a poppy bending under the rain.

Iliade, Θ 306 – 308

μήκων δ᾽ὡς ἑτέρωσε κάρη βάλεν, ἥ τ᾽ ἐνὶ κήπῳ
καρπῷ βριθομένη νοτίῃσί τε εἰαρινῇσιν,
ὣς ἑτέρωσ᾽ἤμυσε κάρη πήληκι βαρυνθέν.


Come un papavero spinge la testa d’un lato, là nel giardino
Grave del frutto e della pioggia che cade a primavera
Così s’abbandonò la testa pesante dell’Elmo.

[Traduzione di Vito Paolo DPS]


Of its own fruit, and drench’d by vernal rains
The poppy falls oblique, so he his head
Hung languid, by his helmet’s weight depress’d.

[Translation by W. Cowper]