wilcockLa lingua – e la cultura che intorno ad essa si costruisce – rappresenta il vero fulcro della poesia che Juan Rodolfo Wilcock, poeta argentino naturalizzato italiano, scrisse nel 1963. L’atmosfera di decadenza, l’apocalittico avvicinarsi di nuove ere, di esseri diversi che sovvertiranno l’ordine e cancelleranno i segni su cui l’umanità era solita riconoscersi, sembra imporre al poeta il compito estremo di tramandare un messaggio ai posteri, chiunque o dovunque essi siano.

Language – and culture built around it – is the real heart of the poem that Juan Rodolfo Wilcock, Argentine-Italian naturalized poet, wrote in 1963. The atmosphere of decadence and the apocalyptic approach of new eras, of different entity subverting order and erasing the common signs of the humanity, seem to impose to the poet the ultimate task of passing on a message to posterity, whoever or wherever they may be.

 


 

Se qualcosa dovrà salvarsi
bisogna dirlo presto e chiaro:
non siamo qui per nessun fine accertabile,
il più grande poema è la Commedia,
né il sole né la luna sono finora mancati.

Presto, finché la lingua esiste:
su colonne di porfido il cielo trema,
porfido verde con vene di malachite
incrostato di fave di madreperla
e un filo d’oro che traccia d’alto in basso
corsivamente l’identica Parola.

Il mondo è pieno di figli di nessuno.
Tremano le colonne, dai cespugli emergono
bestie con tre o più teste, bestie nuove;
le stelle cadono come gocce di pioggia,
sciiti e mongoli muovono eserciti
e alla luce dei lampi fuggono facce
bianche atterrite e unte di petrolio.

Nascondete questo rotolo nelle grotte.
(da ‘I tre stati’, in ‘Poesie’, Adelphi, 1980)

If something must be saved
it must be said early and clear:
we are not here for no ascertainable aim,
the greatest poem is the Comedy,
neither the sun nor the moon have been so far away.

Soon, as long as the language exists:
on porphyry columns the sky trembles,
green porphyry with veins of malachite
encrusted with mother of pearl beans
and a golden thread that tracks from top to bottom
cursively the same word.

The world is full of abandoned children.
Columns tremble, emerge from the bushes
beasts with three or more heads, new beasts;
the stars fall like raindrops,
Shiites and Mongol move armies
and in the light of lightning fleeing faces
White terrified and greasy oil.

Hide this roll in the caves.