Franco Battiato, se non gli si vuole riconoscere la valenza artistica e danzereccia, lo si deve per lo meno ringraziare di averci fatto conoscere il filosofo nichilista (?) Manlio Sgalambro e la sua rauca voce. Qui una sua poesia.

To Franco Battiato, if no one wants to recognize the artistic and danceable value, we should at least thank for letting us know the nihilist (?) philosopher Manlio Sgalambro and its hoarse voice. Here a poem (of MS).


Il rosso marziano illumina le notti
e il balenare dei sogni ne riluce
che bel rosso, amici
contubernali, compagni di pranzi e di cene
spezziamo il pane, facciamo mille atti assieme
l’adorabile tempo ci conduce
lo strepitoso esordio di una marcia
il fremito dei boschi, il vento mi disperde in mille rivoli
tra i frassini
sono pieno di echi, tramite sono di vita
mi respiro come aria pura
le imprese straordinarie di un eroe
i mille astuti agguati di un bandito
sono meno complicati del gesto di un amico
la scoperta di un nuovo continente
l’irresistibile ascesa di un capo
il pianto sfrenato di una vedova
nulla sono in confronto al gesto di un amico
amici
un detto greco dice: “Non ci sono amici”
Ma che m’importa dei greci

di Manlio Sgalambro

 

The red Martian lights the nights
and the flashing of the dreams shines
what beautiful red, friends
chams, mates of lunches and dinners
We break bread, we make a thousand of acts together
the adorable time leads
the amazing debut of a gear
the thrill of the woods, the wind scatters me in a thousand streams
between ashs
They are full of echoes, through it they are living
I breath me like fresh air
the extraordinary feats of a hero
the thousand cunning ambush of a bandit
are less complicated than the act of a friend
the discovery of a new continent
the irresistible rise of a leader
The crying spree of a widow
All that is nothing compared to the act of a friend
friends
said a greek maxim: “There are no friends
But what I care about Greeks

(translated by Marco M.)