Elodie Barthélemy (1965, Bogota) è un’artista franco-haitiana e la sua arte mette in relazione la storia, le situazioni politiche e le questioni filosofiche. Attraverso scultura, installazioni, pittura e performance l’artista ritrova la sua coscienza. La guerra, ma spesso la vita sono protagonisti delle sue opere, che utilizzano materiali e strumenti diversi. Elodie anima anche il collettivo Haiti Action Artistes, creato dopo il sisma del 2010.

L’artista spiega che, un giorno, nel suo atelier ha creato un’istallazione che ha nominato “sensori”: un filo di ferro contorto piantato in una manciata d’argilla. Questi sensori hanno invaso tutto il suolo.

Mi sono seduta a terra e ho osservato. Ho atteso. Ho modificato e migliorato il dispositivo dei sensori. Li ho messi in relazione. Ho aspettato ancora. Non è successo niente. Si sono rilevati essere dei sensori di silenzio. Mi sono sistemata e ho dipinto”.

Sensori” (capteurs) è il primo step creativo di quello che diventerà il suo “mater colorosa”, è la creazione, ma allo stesso tempo il motore per creare ancora.

La rete, le relazioni, riempiono la nostra vita. Abbiamo bisogno di essere o di sentirci, in qualche modo, connessi. Questa volta però il tentativo fallisce, ma, da un punto di vista più interessante, ha successo. I legami istaurati non creano rumore, come potrebbe suggerire l’immagine. Come dice Elodie, non succede nulla. Ci teniamo per mano, ma restiamo in silenzio. E quello che si genera è un’energia silenziosa. Abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa, di unire i fili e questo ci provoca l’energia giusta per creare, nel silenzio, colore.

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Elodie Barthélemy, Capteurs, 2012, argile, fil de fer, fil de couleurs

Elodie Barthélemy (1965, Bogota) is a half French half Haitian artist and her art puts into prospective history, politics and philosophical matters. With the help of sculpture, painting, art installations and performances the artist discovers his conscience. War, but overall life are main characters of her works, which utilize different materials and instruments. Elodie also enlivens the organization Haiti Action Artistes, born after the 2010 earthquake.

The artist explains that in her atelier she created an installation named “detectors”: a metal wire planted in a handful of clay. These sensors have invaded all the soil.

I sat on the ground and I observed. I waited. I modified and improved the sensor machine. I put them into relation. I waited once more. Nothing happened. It turned out they were silence sensors. I settled and started painting”.

Sensors” (capteurs) is the first creative step, the one that will become his “mater colorosa”, its creation but at the same time engine for new makings.

Relations fill our life. We need to be or to feel that, in some way, we are connected. This time the attempt fails, but, from a more interesting point of view, it is successful. Relations built don’t make noise, as the image could suggest. As the artist says, nothing happens. We hold hands, but we keep silent. What is generated is a silent energy. We need to believe to be part of something, to connect the lines, and this generates the correct energy to create, in silence, color.