Diana Anhalt, ex insegnante di inglese e di storia, vive ad Atlanta, Georgia dopo aver vissuto per lungo tempo a Città del Messico. Nella sua vita ha molto vagabondato, e ciò potrebbe spiegare il motivo per cui la maggior parte delle sue pubblicazioni parlano d’esilio, espatrio, e identità. I suoi articoli e recensioni di libri sono stati pubblicati in Messico e negli Stati Uniti e lei è l’autore di A Gathering of Fugitives: American Political Expatriates in Mexico 1948-1965, (Archer Books, 2001, qui il pdf).

Diana Anhalt, a former high school English and history teacher, was a longtime resident of Mexico City up until recently, but is now living in Atlanta, Georgia. She comes from a long line of wanderers, which might help explain why much of the fiction she has published deals with exile, expatriation, and identity. Her articles and book reviews have been published in both Mexico and the United States and she is the author of A Gathering of Fugitives: American Political Expatriates in Mexico 1948-1965, (Archer Books, 2001, here the pdf file).


In third grade, I punctured a sweet potato’s
middle with toothpicks, suspended it halfway
in a cup of water until sprout-like whiskers

swam along its bottom. On day nine leaves
crowned it. I scooped out soil with my hands
and buried it up to its neck. I am no stranger

to roots. I’ve laid down my own in places
where corn and tomatoes grow in vacant lots,
where cilantro and basil thrive on window sills
and in cities balanced on ancestor’s bones.

Roots are hardy travelers, adaptable:
they float on water, cohere to wood,
burrow deep beneath foundations,
buckle floorboards.

Diana Anhalt

In terza elementare, ho forato una patata dolce
al centro con dei stuzzicadenti, e l’ho sospesa
in una tazza d’acqua in modo che alcuni degli occhi

erano ben immersi nel suo fondo. Dopo un giorno nove foglie
la rendevano regina. Ho scavato il suolo con le mie mani
e l’ho interrata fino al collo. Io sono abituata

alle radici. Mi sono stabilita in posti
dove il grano e i pomodori crescono in terreni abbandonati,
dove il coriandolo e il basilico prosperano sul davanzale della finestra
e in città in equilibrio sulle ossa d’antenati.

Le radici sono viaggiatori resistenti, adattabili:
gallegiano sull’acqua, si attaccano al legno,
scavano in profondità le fondamenta,
serrano le assi del pavimento.

(Traduzione di Marco M.)