Tucidide l’Ateniese non ha bisogno di presentazioni: padre di molte discipline, è forse il più influente fra gli autori di tutto il mondo antico.
Nel libro I delle sue Storie, Tucidide fa intervenire i Corinzi, motore nascosto della guerra del Peloponneso, quasi come il coro di una tragedia.
Alcune sentenze, incastonate come gemme lucenti nei lunghi discorsi di guerra, illuminano il lettore non soltanto sulla storia dei greci ma ancor di più sulla natura della civiltà umana.

Thucydides the Athenian have no need of introduction. He’s father of multiples disciplines and probably the most influent author of the ancient world.
In book I of his Histories, Thucydides makes the Corinthians, hidden motor of the Peloponnesian War, speaking as the chorus of a Tragedy.
Some sentence, nested as bright gems inside the long war speeches, enlighten readers not only about greek history but even more about human civilization.

Th. I.69.1

[…] οὐ γὰρ ὁ δουλωσάμενος, ἀλλ᾽ ὁ δυνάμενος μὲν παῦσαι περιορῶν δὲ ἀληθέστερον αὐτὸ δρᾷ, εἴπερ καὶ τὴν ἀξίωσιν τῆς ἀρετῆς ὡς ἐλευθερῶν τὴν Ἑλλάδα φέρεται.


Chi veramente priva della libertà non è chi ha soggiogato un altro, ma chi è in grado di mettere fine alla schiavitù e non se ne cura, anche se gode della reputazione di virtù come liberatore di tutta la Grecia.

[Traduzione di Guido Donini]


For the true author of the subjugation of a people is not so much the immediate agent, as the power which permits it having the means to prevent it; particularly if that power aspires to the glory of being the liberator of Hellas.

[Translated by J. M. Dent]