« Due colombe nere vennero volando da Tebe in Egitto, una in Libia e una a Dodona; Quest’ultima si sistemò su una quercia e da lassù, parlando il linguaggio umano, dichiarò che il luogo di divinazione per Zeus dovesse essere lì; il popolo di Dodona capì che il messaggio era di natura divina, e stabilì quindi l’oracolo.»

 (Erodoto, Storie, libro II, 54-57)

 C’era un tempo in cui la gente ricercava verità tra i fruscii di una quercia, nel più antico santuario di tutta la Grecia, Dodona, città dell’Epiro che già i Pelasgi abitavano e veneravano, quale luogo sacro, tra tutti il più nobile e bello. I cristiani, nella loro somma sapienza, tagliarono l’ultima quercia rimasta nell’ormai decaduta Dodona, pensando così di superare sciocche superstizioni. In nome di nuove “verità” cancellarono millenni e millenni di credenze e speranze.

«Two black doves had come flying from Thebes in Egypt, one to Libya and one to Dodona; the latter settled on an oak tree, and there uttered human speech, declaring that a place of divination from Zeus must be made there; the people of Dodona understood that the message was divine, and therefore established the oracular shrine.»

(Herodotus, Histories, book II, 54-57)

 There was a time when people sought truth in the rustle of an oak, in the oldest Greek’s sanctuary, Dodona, city of Epirus already inhabited and venerated by Pelasgians, like the most noble and beautiful holy place. In their supreme wisdom, Christians cut off the last remaining oak in fallen Dodona, so thinking to overcome silly superstitions. In the name of new “truths”, they erased millennia upon millennia of beliefs and hopes.


“Bomb Damage”, Bansky. Gaza City, february 2015.

Torno, a sera,
sui percorsi dimessi e i residui
di tronchi e città
dove un tempo la gente soleva
discutere di mondi futuri.

Ciò ch’è l’essere un qualcosa che si muove,
decidere su quale sasso o pietra
muovere l’incedere incostante,
essere piuttosto che non essere
un moto che s’impone sul silenzio.

Le risposte si confondono nel vento.
Mi alzai stamani per sentir stormire i rami
della quercia, per conoscere gli strani
versi di colomba nera.

Ma tra i fumi di ormai tiepida caligine
s’intuiva solo un ceppo solitario;
il silenzio dominava in ogni dove,
e quei pochi impercettibili fruscii,
il vento li copriva per intero
lasciando solo un vago e impenetrabile mistero
atomo nero con intorno qualcosa di contorno:
me, un uomo.

Ricceri Riccardo


The holy oak of Dodona

At evening I come back
in forgotten paths and in
remains of logs and cities,
where people used to talking
about future worlds.
 
What is being something that moves,
to decide on which rock or stone
move the changeable gait,
to be instead of not to be
a motion that imposes itself on silence.
 
Answers blur in wind.
I woke up this morning to hear
rustling branch of oak, to know
strange verses of black dove.
 
But through smokes of lukewarm fog
you guessed only a solitary log;
silence dominated everywhere,
and those few imperceptible swooshes
were covered entirely by wind
leaving only a vague impenetrable mystery
black atom with around
something of contour:
me, a man.